Lungo la Via Claudia Augusta

La perizia dei Genieri romani non finisce mai di stupire.

Durante le ricognizioni effettuate per individuare il percorso della Via Claudia Augusta in Tirolo l’attenzione degli archeologi si è concentrata nel tratto tra Fernpass, Biberwier e Lermoos.

In quel tratto la Via attraversava delle brughiere di fondovalle a drenaggio difficile ove il terreno in alcune stagioni si presentava molle e poco adatto al passaggio dei carri e delle Legioni.

I Genieri di Roma risolsero il problema alla radice, rendendo la Via completamente percorribile in ogni stagione: i tratti con terreno cedevole vennero interamente pavimentati con tronchi degli alberi tagliati nei boschi antistanti.

 

 

Nel 1992-1993, e poi nel 1995, alcuni brevi tratti del percorso stradale sono stati riportati alla luce e si è scoperto che la sede viaria era stata realizzata con questa ingegnosa tecnica: usando come guida dei tronchi allineati longitudinalmente veniva creata la pavimentazione continua con l’appoggio di tronchi che rimanevano trasversali alla via.

La pavimentazione veniva completata con la posa di ghiaia e sabbia che aveva la funzione di pareggiare i dislivelli e rendere agevole e con poco attrito lo scorrimento delle ruote ed il calpestio di cavalli e legionari in marcia.

Come si vede dalla sezione sottostante (da J. Pöll) nel tempo si sono resi necessari non meno di tre rifacimenti della Via, con nuovi strati di tronchi che venivano a sovrapporsi alla massicciata ed al basamento ligneo precedente.

Insieme agli archeologi hanno lavorato gli specialisti dell’Istituto di botanica dell’Università di Innsbruck, che hanno confermato che i tronchi risalgono effettivamente dell’epoca della costruzione della strada romana, e non hanno alcun collegamento con altri eventi, ad esempio strade montane di guerra.

La datazione condotta dagli specialisti dell’Università con il metodo dendrocronologico non lascia spazio ad alcun dubbio: i Romani costruirono la prima strada attraverso la brughiera nel 46 d.C.

Due file trasversali di tronchi a forma di V formarono la sottostruttura su cui fu posata una strada di ghiaia e sabbia pressata di circa 7 m di larghezza. Due fossati laterali garantivano l’allontanamento delle acque meteoriche.

 

Lermoos. Scavo 1993. Vista della carreggiata del II-III sec. d.C.

 

A partire da questa data, i lavori di riparazione e di ricostruzione continua del percorso si sono alternati e possono essere dimostrati fino all’incirca al 260/270 d.C.

Un lavoro impegnativo lungo l’intero percorso sembra essere stato effettuato intorno al 102 d.C., data nella quale un nuovo strato di legno fu posato sulla vecchia ed ormai dissestata carreggiata e nuovamente ghiaiato. Probabilmente l’opera si era resa necessaria per la sommersione del vecchio percorso.

Dopo il 154 d.C. tuttavia, le attività di manutenzione della strada diminuiscono, e sempre più tronchi vecchi vengono riadattati alla Via.

All’inizio del III secolo, i lavori di manutenzione e riparazione risultano ridotti, forse in correlazione all’aumento di importanza della Via del Brennero.

Un sottile strato di torba deposto naturalmente sopra la carreggiata indica una pausa nell’uso della strada tra il 260/70 e il 279 d.C., da cui inizia la fase tardoantica che dura circa un secolo.

Gli strati di legno ora sono usati come superficie stradale diretta, non si provvede più al periodico inghiaiamento della sede, e su questi tronchi restano incisi i solchi dovuti al passaggio dei carri.

 

Lermoos. 1993. Strato base del 45-46 d.C.

 

Nel 374 d.C., vengono eseguiti gli ultimi lavori sulla strada, ma si tratta probabilmente di interventi saltuari e puntuali di manutenzione almeno fino al VI secolo d.C. Il materiale di riempimento di questa fase è caratteristico e ricco di reperti: materiali riciclati da lavorazioni precedenti con frammenti di ossa e di ferri da cavallo, frammenti di carri ed altri materiali di scarto tra i quali risaltano suole di calighe, chiodi e ganci di carri, qualche oggetto personale come coltelli, monete e un peso da fusaiola.

 

Leermos, 1995. Suola di caliga in pelle con chiodi. II secolo d.C.

 


FONTI:

  • Pöll, Ein Streckenabschnitt der Via Claudia Augusta in Nordtirol. Die Grabungen am Prügelweg Lermoos/ Bez. Reutte 1992-1995, in: E. Walde (Hrsg.), Via Claudia – Neue Forschungen (Innsbruck 1998) 15-111.
  • Rupert Gietl, DIE RÖMER AUF DEN PÄSSEN DER OSTALPEN, 2004.

Immagini tratte dai testi sopracitati e dal web.

 

C.R. 2018


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