Honesta Missio

Per quale motivo un giovane che viveva in una provincia conquistata da Roma poteva decidere di arruolarsi con le truppe del conquistatore?

Certo, spesso non lo decideva lui perché veniva arruolato in base alla leva, ma molti si arruolavano volontariamente come Ausiliari. Perché?

Perché Roma faceva loro, e manteneva, una impegnativa promessa: anzitutto lo stipendium (cosa di non poca importanza in luoghi ove molti non vedevano mai delle monete), la possibilità di fare carriera ed un premio consistente alla fine dei 25 anni di servizio: di solito da 12.000 a 20.000 sesterzi, una cifra paragonabile a 20 anni di stipendium! O un pezzo di terra produttiva nell’agro centuriato, o parte di entrambe le cose. E l’esenzione dalle imposte.

Ma la cosa più importante di tutte era il DIPLOMA DI ‘HONESTA MISSIO’.

Un diploma militare di honesta missio rinvenuto nella fortezza legionaria di Carnuntum a Klostemburg.
Risale a Tito ed è datato 13 giugno dell’80 d.C.

Il Diploma era una targa di rame o di bronzo (dimensioni da 10×12 a 21×16 cm circa) costruita non senza una certa complessità, che sanciva la fine del servizio e dava diritto alla cittadinanza romana: con quella il soldato diventava cittadino romano. Poteva sposarsi legalmente ed i suoi figli erano automaticamente cittadini romani e non più peregrini delle colonie. Col Diploma era esentato dalle imposte e aveva aperta la possibilità di fare carriera nel settore statale o nell’esercito, e non più come Ausiliario, ma come militare regolare.

Di questi diplomi ne sono stati trovati circa un centinaio (pochi se rapportati all’orizzonte temporale dei numerosi secoli ai quali si riferiscono, in pratica da Augusto in avanti). La ragione della scarsità di conservazione è dovuta al metallo di cui erano costituiti: bronzo, rame, o in alcuni casi perfino ottone. Materiali di alto valore e facilmente riciclabili anche all’epoca, così come avviene ancora oggi.

Il Diploma, se conservato integro, era costituito da due fogli metallici strettamente legati insieme con fili metallici o chiodi, generalmente dello stesso metallo, con funzione di sigillo. I due fogli venivano conservati inchiodati o legati assieme per un motivo molto semplice: in caso di contestazioni era possibile farli aprire da un arbitro (un ufficiale o un funzionario pubblico) che verificava che il nome del veterano, il testo ed i nomi dei testimoni dell’atto fossero i medesimi, e che non fosse intervenuta alcuna contraffazione.

Infine di ciascun diploma esisteva una seconda copia, conservata in un archivio militare a Roma, con la quale un funzionario poteva fare il confronto in caso di dubbio di falsificazione.

Il Diploma di questa immagine è uno dei meglio conservati, risale all’impero di Vespasiano ed è stato trovato a Slavonsky Brod, in Croazia. Come si vede i due fogli recano ciascuno quattro fori esattamente corrispondenti attraverso i quali passava un nastro metallico.

Sulla faccia recante i nomi dei testimoni (vedi immagine sottostante) era ricavata una protezione, sempre in lamiera di bronzo, con tanto di coperchio per salvaguardare l’integrità dei sigilli in ceralacca recanti la sigla dei testimoni. A loro volta i sigilli sono fusi sulla trecciola metallica per garantire l’integrità dell’intero documento.

Una volta spezzati i sigilli metallici le due piastre potevano essere aperte ed era possibile leggere quanto riportato sulle facce interne.

Le facce interne delle due tabulae riportano il medesimo testo scritto all’esterno, molte volte con uso di abbreviazioni ed in genere scritto con meno attenzione rispetto quello esterno. Si ipotizza che il testo del lato interno, protetto e sigillato, sia più ‘tecnico’ ed esattamente identico a quello della copia del Diploma depositato a Roma, mentre il testo esterno sarebbe più idoneo ad un uso frequente.

Spesso nel testo è citata la dicitura “Descriptum et recognitum (…)” che sta ad indicare: “Scritto e confermato dalle originali lastre di bronzo che sono conservate a Roma dietro il Tempio di Augusto nella statua di Minerva”.

Ecco il lato interno delle due Tabulae di Slavonsky Brod:

Infine va ricordato che oltre alla “Honesta Missio” il diploma poteva essere rilasciato per cause particolari, tra cui le ferite in combattimento od una malattia che poteva comportare una fine prematura del servizio, in questo caso era detta “Causaria Missio”, oppure a congedati anzitempo per espressa volontà dei comandanti (“Gratiosa Missio”). Al contrario il congedo con disonore era definito “Ignominosa Missio” e comportava la perdita di tutti i benefici della fine del servizio. Era invocata in casi particolari: codardia in battaglia, omicidio, furti, ecc.

Per colpe più gravi, ad esempio il tradimento o la diserzione, non veniva scritto nulla… il colpevole veniva giustiziato.

Ma tornando al servizio militare: quanto durava la ferma?

Sotto Augusto la ferma regolare durava da 16 a 20 anni. Durava invece 25 anni per gli Ausiliari reclutati nelle province. Nonostante la lunga durata del servizio non è detto che la vita militare fosse peggiore di altre, perché sono noti molti casi di legionari che prolungavano volontariamente la ferma (ma si sa anche di legionari mantenuti in servizio per motivi di forza maggiore). In questo caso i militari erano detti “Evocati”.

Dall’imperatore Adriano la ferma fu portata a 25 anni, ma per gli ultimi 5 era previsto che i legionari venissero sollevati dagli incarichi più gravosi.


Fonti:

https://www.lamoneta.it/

https://www.roma-victrix.com/summa-divisio/armamentarium/inscriptiones-et-imagines/diplomates.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Honesta_missio

http://www.romancoins.info/MilitaryDiploma.html


 

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