Il gioco dei Briganti

Si chiamava volgarmente Ludus Latrunculorum, o Latrunculi, ed era un gioco molto simile alla dama che ebbe enorme diffusione nel mondo romano.

Il nome (da latrunculus, diminutivo di latro, mercenario o brigante) significa “GIOCO DEI BRIGANTI“.

Scacchiera per il gioco dei Latrunculi e pedine in ceramica, rinvenuti nel forte romano di Housesteads, datati al II o III secolo. Foto Historic England Archive.

Era un gioco talmente diffuso che non esisteva uomo donna o ragazzo della repubblica, e successivamente dell’impero, che non sapesse giocare a Latrunculi. Tutti conoscevano le mosse principali, che come nella dama o negli scacchi richiedeva una certa abilità strategica nel prevedere ed ostacolare le mosse dell’avversario.

Insomma, il gioco era così comune e le sue regole arcinote al punto tale che in tanti secoli nessuno si è preso la briga di scriverle, e oggi le ricerche archeologiche di tanto in tanto restituiscono scacchiere e pedine riaccendendo le discussioni tra gli esperti che cercano di ricostruire le mosse e le regole.

Ma non è che non si sappia proprio nulla di come si giocava, i Latruncoli sono nominati nella letteratura: ne parla ad esempio Varrone nel decimo libro del De Lingua Latina, e Laus Pisonis in un trattato del I secolo.

Ne parlano anche Marziale ed Ovidio, e Macrobio nei suoi Saturnalia, ma le menzioni sono sempre degli accenni rivolti a persone che conoscono il gioco, e non illustrano interamente le regole.

È anche plausibile che le regole di base possano essere cambiate nel corso dei secoli, o che siano state introdotte varianti che non erano diffuse ovunque si parlava latino.

La scacchiera da Latrunculi graffiata sui gradini della Basilica Julia. (Foto: Wikipedia)

LE REGOLE

La ricostruzione che ritengo più interessante è quella di Ulrich Schädler del 2001.

  • In quella che si ritiene essere la forma più diffusa, il gioco dei Latruncoli vede la partecipazione di due giocatori che dispongono di 16 pedine ciascuno se la scacchiera è di 8×8 celle, o più pedine, fino a un massimo di 24, se la scacchiera ha un numero di celle maggiore.
  • L’obiettivo del gioco è catturare tutte le pedine dell’avversario.
  • Le pedine dei due giocatori sono diverse per permettere di riconoscere agevolmente a chi appartengono. Hanno inoltre facce diverse per consentire il riconoscimento dei pezzi alligati (vedi più avanti) e distinguerli dagli altri
  • I giocatori si alternano nel muovere le pedine sulla scacchiera, che possono essere spostate ortogonalmente su qualsiasi quadrato adiacente.
  • Le pedine si muovono ortogonalmente su celle non occupate da un pezzo dell’altro giocatore.
  • Una pedina viene catturata quando viene costretta tra due pedine nemiche che sono state portate sui quadrati adiacenti.
  • La pedina catturata viene rimossa dalla scacchiera e la vittoria consiste nel catturare più pedine di un avversario o bloccargliele in modo da impedirne il movimento.
  • Una pedina può saltare sopra un’altra pedina (di entrambi i colori) se la cella successiva non è occupata. Sono possibili più salti in sequenza.
  • Se un giocatore intrappola una pedina nemica tra due sue pedine, il pezzo nemico è bloccato e non può essere spostato. Tale pezzo è detto alligatus. Per chiarire che un pezzo è un alligato viene capovolto.
  • Al prossimo turno, invece di muovere un pezzo, il giocatore può catturare il pezzo intrappolato rimuovendolo dal tabellone, a condizione che i suoi due pezzi circostanti siano ancora liberi. Il pezzo intrappolato è immediatamente libero se uno dei suoi due nemici è a sua volta circondato.
  • Un giocatore può muovere un pezzo tra due nemici (‘suicidius’) solo se con questa mossa uno dei due nemici resta intrappolato.
  • Un giocatore ridotto a un solo pezzo rimasto sul tabellone ha perso la partita.

Per chi volesse cimentarsi, i Latrunculi si trovano ancora oggi in vendita tra i giochi da tavolo.

C.R. 2018


FONTI:


 

 

 

 

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